Riflessioni /Il Papa parla ai giovani

Documenti pontifici

Sono ancora poco conosciuti e studiati i documenti di Giovanni Paolo II, un patrimonio duraturo il cui insegnamento ci deve nutrire ed aiutare a percorrere la strada della ?Nuova Evangelizzazione?, costituito da ben 14 Encicliche, 13 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche, 42 Lettere apostoliche.

La vita cristiana e la Trinità: Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Papa Giovanni Paolo II ha voluto rendere evidente fin dall'inizio del suo pontificato il nesso esistente tra la vita della Chiesa (e di ciascuno dei suoi figli) con la Trinità, dedicando le sue prime Encicliche ad approfondire ciascuna delle tre Persone della Trinità:
una a Dio Padre, ricco in misericordia - Dives in misericordia - (1980); una al Figlio, Redentore del mondo ? Redemptor hominis - (1979); una terza allo Spirito Santo, Signore e datore di vita ? Dominum et vivificantem - (1986).
Questo è il mistero centrale della fede cristiana oggi - e ha un peso singolarmente importante la dichiarazione fatta al Congresso Eucaristico di Teramo, il 30 giugno 1985: «Mettendomi in ascolto del grido dell'uomo, e vedendo come manifesta nelle circostanze della vita una nostalgia di unità con Dio, con se stesso e con il prossimo, ho pensato, per grazia ed ispirazione del Signore, di proporre con forza quel dono originale della Chiesa che è la riconciliazione».

Indubbiamente arricchito dalla sua e sperienza di operaio, e dalla sua particolare vicinanza con i compagni di lavori, Giovanni Paolo II mostra una grande preoccupazione per 'aspetto sociale, come lo dimostrano le numerose encicliche al riguardo:

Laborem exercens (1981), sul lavoro umano, con la quale rilancia Il desiderio di invitare tutti gli uomini a vivere un processo di riconciliazione con Dio, con gli uomini che sono fratelli, con se stessi e con l'intera opera della creazione ha dato spunto a numerose esortazioni in tale senso. Si distingue la sua Esortazione Apostolica Post-Sinodale Reconciliatio et paenitentia - sulla riconciliazione e la penitenza nella missione della Chiesa.Centesimus annus (1991), nel centenario dell?Enciclica di Leone XIII Rerum novarum e Sollicitudo rei socialis (1987), nel ventesimo anniversario dell?enciclica di Paolo VI Populorum progressio,sui problemi attuali dello sviluppo degli uomini e dei popoli.

Fin dall'inizio del suo pontificato Papa Giovanni Paolo II si è impegnato a chia mare ed impegnare tutti i figli della Chiesa nel compito di una nuova evangelizzazione: «nuova nel suo ardore, nei suoi metodi, nella sua espressione».
A questo compito chiama con urgenza i laici, preoccupazione che si riflette chiaramente nella sua Esortazione apostolica Christifideles laici (1988), e dà impulso allo sviluppo dei vari Movimenti ecclesiali. "Uno dei doni dello Spirito al nostro tempo è, certamente, la fioritura dei movimenti ecclesiali, che fin dall'inizio del mio pontificato ho segnalato e continuo a segnalare come motivo di speranza per la Chiesa e per gli uomini". Anche nel nostro secolo, e con particolari note di gravità, l'uomo ha "cambiato la verità per la menzogna", ha notato il Santo Padre con paterna preoccupazione.
Conseguenza di questo triste cambiamento è che l'uomo ha visto offuscata la sua capacità di conoscere la verità e di vivere in accordo con tale verità, al fine di trovare la sua felicità nella piena realizzazione come persona umana.
Maestro di etica e di valori, il Papa ha pubblicato l'Enciclica Veritatis Splendor (1993), che richiama i ?fondamentali? della morale naturale e cristiana. Il Papa è professore di etica, e nella sua qualità di Sommo Pontefice affronta il relativismo morale che la cultura di oggi trasmette: «Nessun uomo può eludere le domande fondamentali: che cosa devo fare? Come posso discernere il bene ed il male? La risposta è possibile solo grazie allo splendore della verità che brilla nella parte più intima dello spirito umano... La luce del volto di Dio splende con tutta la sua bellezza nel volto di Gesù Cristo...
Egli è "la Via, la Verità e la Vita" . Per questo la risposta decisiva ad ogni interrogazione dello uomo, in particolare alle sue domande religiose e morali, la dà Gesù Cristo.» Vent'anni dopo la sua elevazione al Soglio Pontificio, Papa Giovanni Paolo II - come un instancabile Maestro della Verità ? ha fatto conoscere al mondo intero la sua tredicesima enciclica: Fides et ratio, fede e ragione (1998). In essa presenta in forma positiva la ricerca della verità che nasce dalla natura profonda dell'essere umano. Contrasta molteplici errori che attualmente ostaco lano l'accesso alla verità, e ancor più alla Verità ultima su Dio e sull'uomo; che come dono gratuito Dio stesso ha offerto all'umanità intera attraverso la rivelazione. La verità, la possibilità di conoscerla, la relazione tra ragione e fede, tra filosofia e teologia, sono temi toccati in risposta alla situazione di enorme confusione, di relativismo e di soggettivismo in cui si trova immersa la nostra cultura di oggi.
Papa Giovanni Paolo II, con la sua Lettera apostolica Tertio Millennio Adveniente, ha invitato tutta la cristianità a prepararsi al Grande Giubileo dell'anno 2000. "Questo avvenimento storico centrale per l'umanità intera, avvenimento per mezzo del quale Dio diventa uomo per dire «la parola definitiva sull'uomo e sulla storia», è ciò che la Chiesa si prepara a vivere con un grande Giubileo, e in questo modo ...
si prepara a varcare la soglia del nuovo millennio. Sua Santità, il "dolce Cristo sulla terra", come icona visibile del Buon Pastore, cammina alla testa della Chiesa pellegrina in questo tempo di profonde trasformazioni, diventando per tutti i suoi figli e figlie che con coraggio vogliono ascoltarlo e seguirlo, una roccia sicura e una guida salda... "Non abbiate paura!"... sono le parole che anche oggi sgorgano con insistenza dalle labbra di Pietro, uomo di fragile figura, però scelto e fortificato da Dio per sostenere l'edificio della Chiesa tutta con una fede salda ed una speranza incrollabile".
L?eredità giubilare per il terzo millennio si è arricchita della Lettera apostolica Novo millennio ineunte, in cui Giovanni Paolo II esorta la Chiesa a prender il largo - duc in altum! - nel mare della storia con l'entusiasmo della nuova evangelizzazione, della Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, per contemplare con Maria il Volto di Cristo, per saperLo riconoscere dovunque si manifesti, ma soprattutto nel Sacramento vivo del Suo Corpo e del Suo Sangue...
La Chiesa vive dell'Eucaristia, è nata dal mistero pasquale di Cristo, dalla Sua Morte e Risurrezione. Questo mistero è "come compreso, anticipato e concentrato per sempre nel dono eucaristico". La Chiesa vive dell'Eucaristia perché continua a nascere da Essa, perché Cristo immette la Sua Vita divina nel Corpo mistico attraverso il rinnovamento sacramentale del sacrificio unico del Calvario e della Sua Resurrezione. La Chiesa vive dell'Eucaristia perché Cristo si è fatto Pane vivo disceso dal Cielo per la vita del mondo, e "chi mangia di questo pane vivrà per sempre".