Riflessioni /Dimensione donna

L'educazione

L'educazione del figlio, globalmente intesa, dovrebbe contenere in sé il duplice contributo dei genitori: il contributo materno e paterno. Tuttavia, quello materno è decisivo per le basi di una nuova personalità umana [-]

La «donna», come genitrice e come prima educatrice dell'uomo (l'educazione è la dimensione spirituale dell'essere genitori), possiede una specifica precedenza sull'uomo [-] la maternità in senso personale-etico esprime una creatività molto importante della donna, dalla quale dipende in misura principale l'umanità stessa del nuovo essere umano. Anche in questo senso la maternità della donna manifesta una speciale chiamata ed una speciale sfida, che si rivolgono all'uomo e alla sua paternità.

Da GIOVANNI PAOLO II, Lettera Apostolica MULIERIS DIGNITATEM, 15 agosto1998

I genitori hanno il diritto di decidere e dirigere l'educazione dei propri figli. La missione educativa della famiglia trova il proprio complemento normale nelle istituzioni educative. Non si deve dimenticare che ogni altro partecipante al processo educativo non può che operare a nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, persino su loro incarico.

Come mostrano numerosi studi psico-pedagogici, i primi anni di un bambino sono decisivi per l'ulteriore formazione della sua personalità. Per questo, è interesse non solo per i bambini, ma anche per la società, che i genitori possano affidare i loro figli ad istituzioni educative di loro scelta.

Tuttavia, come mostra l'esempio di molti paesi, anche quelli considerati «sviluppati», un mezzo efficace per distruggere la famiglia consiste nel privarla della sua funzione educativa, col finto pretesto di dare a tutti i fanciulli uguali opportunità. In questo caso, vengono invocati i «diritti dei bambini» contro i diritti della famiglia. Spesso lo Stato invade terreni propri della famiglia in nome della democrazia che dovrebbe rispettare il principio di sussidiarietà. Siamo di fronte ad un potere politico onnipresente ed arbitrario. Lo Stato o altre istituzioni si appropriano del diritto di parlare in nome dei fanciulli e li sottraggono al quadro familiare. Come mostrano tante esperienze funeste, passate e contemporanee, l'ideale per una dittatura sarebbe tenere i bambini senza famiglia. Tutti i tentativi per soppiantare la famiglia sono falliti.

Dal documento del PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA, Famiglia e diritti umani, 1994

Vorrei a tal proposito manifestare una particolare gratitudine alle donne impegnate nei più diversi settori dell'attività educativa, ben oltre la famiglia: asili, scuole, università, istituti di assistenza, parrocchie, associazioni e movimenti. Dovunque c'è l'esigenza di un lavoro formativo, si può constatare l'immensa disponibilità delle donne a spendersi nei rapporti umani, specialmente a vantaggio dei più deboli e indifesi. In tale opera esse realizzano una forma di maternità affettiva, culturale e spirituale, dal valore veramente inestimabile, per l'incidenza che ha sullo sviluppo della persona e il futuro della società [-]

Da GIOVANNI PAOLO II, Lettera del Papa alle donne, 29 giugno 1995

La storia è testimone dell'impegno dei consacrati e delle consacrate a favore della donna. Anche oggi le persone consacrate sentono come un dovere la valorizzazione della donna nel percorso educativo. In varie parti del mondo la scuola cattolica e numerose Famiglie religiose lavorano perché alle donne sia garantito l'accesso all'educazione senza alcuna discriminazione e siano messe in condizione di dare il loro specifico contributo al bene dell'intera comunità. A nessuno sfugge l'apporto delle donne a favore della vita e dell'umanizzazione della cultura, la loro disponibilità a prendersi cura delle persone ed a ricostruire il tessuto sociale spesso disgregato e lacerato da tensioni ed odi. Molte iniziative di solidarietà, anche tra popoli in guerra, nascono da quel genio femminile che in ogni circostanza promuove la sensibilità per ciò che è umano.

Dal documento della CONGREGAZIONE PER L?EDUCAZIONE CATTOLICA, Le persone consacrate e la loro missione nella scuola - 28 ottobre 2002.

Al posto della sofferenza e della morte, portiamo la pace e la gioia al mondo. A questo scopo, dobbiamo chiedere a Dio il dono della pace ed imparare ad amarci e ad accettarci come fratelli e sorelle, figli di Dio. Sappiamo che l'ambiente dove il bambino può meglio imparare ad amare e a pregare è la famiglia, dove egli è testimone dell'amore e della preghiera del padre e della madre. Quando c'è una frattura o disunione nella famiglia, i figli, molto spesso, crescono senza sapere cosa vuol dire amare e pregare. Un Paese dove sono numerose le famiglie distrutte in questo modo non può non essere esposto a parecchi problemi. Sono spesso stata testimone, specie nei Paesi ricchi, del fatto che i figli cercano rifugio nella droga o altre cose dal momento che sono costretti a far fronte all'indifferenza o al rifiuto della famiglia.

D'altra parte quando le famiglie sono forti ed unite, i figli sono in grado di vedere nell'amore del padre e della madre l'amore tutto speciale che Dio ha per loro, e possono anche arrivare a fare dei loro paesi un luogo dove si ama e si prega. Il bambino è il più bel dono che Dio possa fare alla famiglia: egli ha altrettanto bisogno del padre come della madre perché l'uno e l'altra manifestano l'amore di Dio in una maniera speciale. Una famiglia che prega insieme resta insieme, e, se essi restano insieme, si ameranno gli uni gli altri come Dio li ha amati, tutti ed ognuno vicendevolmente. E le opere dell'amore sono sempre opere di pace.

Dall'intervento di MADRE TERESA DI CALCUTTA alla IV Conferenza mondiale delle donne - Pechino 1995