Riflessioni /Ricette per la salute

Prevenzione e cura

L√≠approccio della medicina naturale eubiotica è stimolare l√≠attivazione e il potenziamento dei meccanismi e fattori naturali di difesa dell√≠organismo, più che svolgere una azione diretta tipo quella dei √¨farmaci√Æ: l√≠obiettivo è ottenere il ripristino dell'equilibrio omeostatico e quindi la guarigione, attuando la stessa terapia √± per questo possiamo parlare di √¨monoterapia√Æ - in forme morbose diverse.
I fondamenti pratici della medicina naturale eubiotica andrebbero quindi insegnati innanzitutto alla gente, oltre che agli studenti di medicina, affinché ciascuno possa essere messo in grado di salvaguardare la propria salute. Questo in particolare per ciò che riguarda il suo aspetto di medicina preventiva, o quando comincia a venir meno lo stato di benessere, unitamente alla comparsa dei primi segni di uno squilibrio psicofisico, che di solito non vengono considerati come segni di malattia.
Quando invece si volesse attuare la monoterapia eubiotica come medicina curativa, nella fase iniziale della malattia, l'intervento del medico diventa assolutamente necessario, non solo per orientare la cura, ma innanzitutto perché, con la sua competenza specifica, formuli la diagnosi, che è l'insostituibile presupposto di qualsiasi terapia.

Gli integratori probiotici

Una dieta completa ed equilibrata, consumando cibi naturali ed integri, dovrebbe affrancare dalla necessità del ricorso ad integratori proprio perché evita le carenze di elementi probiotici e di fattori vitali. Il cibo integrale però può essere non gradito, o difficile da reperire. Allora si può ricorrere ad integratori, purché siano di origine naturale e non sintetici.
Vi sono però situazioni particolari nelle quali il ricorso ad integratori alimentari, ricchi in fattori vitali, si dimostra opportuno, anche in alternativa all√≠impiego di prodotti farmaceutici, così da acquisire un carattere curativo. Queste situazioni possono essere lo stato di gravidanza, l√≠età della crescita, particolari impegni psicofisici o sportivi gravosi, la convalescenza, un mal assorbimento, un√≠intossicazione, uno stato di malattia. In tutti questi casi un aumentato apporto di fattori vitali è altamente consigliabile.
Una corretta alimentazione richiede l√≠apporto di un complesso di fattori bioregolatori, cioè modulatori dei processi vitali cellulari, sia a livello metabolico generale che funzionale specifico. Si tratta di vitamine, di oligoelementi (ferro, rame, manganese, cobalto, iodio, magnesio, zinco, ecc.), di enzimi, di microrganismi eubiotici, che sono depauperati se non distrutti dalle tecniche moderne di conservazione e di raffinazione.

Ove non sia possibile ricorrere a cibi naturali, cioè integri ed integrali, o intervengano quegli stati che richiedono un aumentato apporto di questi fattori, il ricorso a fonti supplementari di integratori probiotici, purché di origine naturale, è opportuno se non necessario.

Líinfluenza

L√≠influenza è certamente la manifestazione centrale della cosiddetta patologia da raffermamento (influenza, raffreddore, tonsillite), che rappresenta, insieme ai disturbi intestinali, una parte rilevante della patologia dell√≠infanzia, pur coinvolgendo tutte le fasce di età, tanto più quando insorge una epidemia. Il dilagare dell√≠influenza può essere considerato una caratteristica della patologia della civilizzazione, correlata ad una riduzione delle difese dell√≠organismo nei confronti dei fattori patogeni ambientali.La proposta eubiotica pertanto non considera l√≠influenza tra le malattie di insorgenza inevitabile, ma tra le malattie che possono essere prevenute, fino al punto da esserne del tutto affrancati, attraverso un potenziamento delle difese naturali dell√≠organismo, oltre ad essere in grado di curarla e di evitarne le complicanze purché si attui un rigoroso stile di vita eubiotico.

Per l√≠insorgenza di una forma influenzale è determinante la riduzione delle difese dell√≠organismo, correlata a fattori quali la carenza di fattori vitali nei cibi, una intossicazione dell√≠organismo a causa di errori alimentari (specialmente eccesso di carni, zuccheri e di alimenti fermentati) o a causa di tossici dovuti all√≠inquinamento ambientale (additivi alimentari, pesticidi e diserbanti agronomici), trattamenti con antibiotici (tanto più se eccessivi o inopportuni), trattamenti inopportuni con cortisonici ed immunosoppresori, fattori psichici turbativi dell√≠equilibrio omeostatico eubiotica e dello stato umorale.
Le complicanze dell√≠influenza, che sono essenzialmente forme da √¨raffreddamento√Æ, cioè raffreddore, tonsillite, faringite, bronchite, broncopolmonite, insorgono non solo per una associazione del virus influenzale con altri virus o batteri, ma innanzitutto perché il virus influenzale riduce le difese dell√≠organismo, particolarmente nei confronti dei microrganismi cosiddetti opportunisti.
Pertanto quando il medico prescrive antibiotici non lo fa certo per agire sul virus influenzale, ma nella speranza di prevenire l√≠insorgenza di una complicanza batterica. È evidente che l√≠alternativa forse più valida a un trattamento preventivo con antibiotici (che depauperando la flora batterica induce una situazione di carenza di fattori vitali e dell√≠azione competitiva verso gli agenti patogeni) sarebbe ottenere con mezzi naturali un potenziamento delle difese dell√≠organismo.
Il trattamento eubiotica curativo deve essere attuato alla prima insorgenza dei prodromi (segni) dellíinfluenza o di uno stato di raffreddamento (stato di malessere, lieve emicrania, mialgia e atralgia di lieve grado, raffreddamento delle mani e in particolare dei piedi), o di fronte al rischio di contagio nellíambito familiare o di lavoro.

La tonsillite

La tonsillite nella prima infanzia può avere una funzione immunogenetica, ma nella seconda infanzia ha un significato patologico, ed è collegata a un deficit delle difese immunologiche.

La tonsillite fa parte della cosiddetta patologia da raffreddamento, di più frequente insorgenza nel periodo invernale e nei cambi di stagione, in concomitanza con forme influenzali o raffreddori che per lo più ne precedono l'insorgenza. Nell'ambito del fattore ambientale, va considerato anche l'inquinamento dell'aria, a causa di vapori tossici acidi e dello smog, particolarmente grave nelle città. Ma possono intervenire anche le pratiche vaccinali per l√≠impegno immunologico che implicano, o l'insorgenza di manifestazioni allergiche o a trattamenti con antibiotici.

Grande rilievo ha la qualità dell'alimentazione e degli alimenti: l'ipertrofia tonsillare è per lo più correlata ad una alimentazione ipercalorica con eccessivo apporto di proteine animali, di grassi animali, di zucchero e di alimenti dolcificati.Questa situazione si manifesta in modo particolare nei bambini che hanno avuto un allattamento artificiale e uno svezzamento innaturale, con carne al 4° mese e in genere alimenti iperproteici sovraccaricati con caseinato di calcio. E per l√≠assunzione di alimenti caratterizzati da una eccessiva raffinazione e sterilizzazione, con conseguente riduzione delle difese dell'organismo, a causa della riduzione dei fattori vitali e della distruzione dei microrganismi eubiotici.

Prevenzione e cura

Bisogna evitare per quanto possibile trattamenti con antibiotici, se non in situazioni di assoluta necessità e dopo aver somministrato, come primo intervento, sostanze batteriostatiche e antibiotiche naturali, come il propoli o preparati fitoterapici.

Il programma curativo per evitare una nuova tonsillite è fondato sui seguenti punti

- Alimentazione eubiotica a base di cibi integri e naturali, evitando le associazioni inopportune: abbondare in vegetali, specie quelli cosiddetti "rinfrescanti" come rape, carote e zucca gialla, ridurre la carne e i grassi animali, eliminare i cibi fritti, i dolciumi e il cioccolato.

-Integratori alimentari con particolare riguardo a germe di grano, olio di germe di grano, polline e pappa reale.

-Flora batterica eubiotica (biofidobatterio, subtilis, enterococco acido lattico-formatore, lattobacilli, saccaromiceti) per attuare una competitività microrganismica con i germi patogeni.

-Acqua di argilla verde o argilla verde in acqua (a seconda dell'età del bambino), e ceneri di lolla di riso, dotati di azione assorbente dei prodotti di fermentazione e delle tossine batteriche.

-Propoli, in estratto alcoolico o acquoso o in compresse. È utile l'associazione del propoli in compresse con zolfo colloidale o zolfo fiori, dotato di elevate proprietà antinfiammatorie della patologia flogistica del cavo orale. Eventualmente, una pomata o unguento pomata con propoli ed essenze balsamiche (eucalipto, timo bergamotto, ecc.) introdotta nel naso, particolarmente alla sera prima di coricarsi.

-Ascorbato di potassio associato con estratto di propoli, particolarmente l'estratto acquoso in acqua dinamizzato con oligoelementi.

-Magnesio cloridrossido (20 gr. in acqua oligominerale: da 1 a 4 cucchiai al di), quando la tonsillite tende a complicarsi con una forma bronchitica, tanto più se con componente asmatica.

La cistite

La cistite, infiammazione della vescica, rappresenta una tipica manifestazione di patologia locale, correlata spesso a processi di virulentazione della flora batterica intestinale, anche se i germi patogeni possono risalire attraverso l√≠uretra. La cistite può essere provocata anche da sostanze chimiche irritanti, compresi i farmaci. Vi sono svariati tipi di cistiti, per cui deve essere sistematicamente eseguito l'esame culturale per l'isolamento dei germi patogeni e il conteggio colonie, e per una diagnosi differenziale corretta.

Una corretta alimentazione, così da ottenere una costante regolazione delle funzioni intestinali, è fondamentale per la prevenzione sia della fase acuta sia della cronicizzazione della cistite.
Il primo giorno dell'insorgenza della cistite o di una sua recrudescenza, va effettuato un semidigiuno (tisana depurativa e brodi di verdura). Nei giorni successivi, fino a quando non è superata la fase acuta, insalata cruda, condita con olio di oliva extravergine, limone e pochissimo sale, e frutta fresca (mele). Possono giovare anche limonate senza zucchero, prese al mattino a digiuno.Superata la fase acuta, si potrà consumare frutta fresca (mele) alla prima colazione; a mezzogiorno potrà essere aggiunta all'insalata cruda, una minestra d'orzo e verdura, o yogurt, latticini (ricotta) e verdura cotta; alla sera ancora insalata mista, una minestra di verdura (rape, carote, zucca gialla) e riso o orzo e frutta fresca o cotta. Prima di pranzo e cena sarà opportuno bere un bicchiere di succo di carote. In sostanza si tratta di attuare una dieta latteo-vegetariana con prevalenza del crudo, escludendo grassi cotti, cibi piccanti, salse, spezie, dolciumi, cioccolato e, ovviamente, alcolici, caffè, tè e fumo.
È opportuno non far mancare all'organismo l'apporto di fattori vitali (microrganismi eubiotici, vitamine, enzimi, oligoelementi), che potenziano le difese dell'organismo e i processi di depurazione. Hanno questa azione il polline, il germe di grano, l'olio di germe di grano e il lievito alimentare secco.
Quanto alle cure generali e locali, nella fase acuta o di riacutizzazione è raccomandabile il riposo a letto, per non affaticarsi, essendo comunque molto importante la permanenza in un ambiente caldo, evitando ogni raffreddamento. Opportuna, in quanto vitalizzante, una respirazione profonda, ritmata.
Fra i trattamenti fitoterapici è utile l'assunzione di infusi e decotti, dotati di azione diuretica e antisettica sia delle vie urinarie (si ricordi la frequente complicanza pielitica della cistite), che dell'apparato digerente. Le erbe suggerite sono numerose: betulla, mirto, timo, eucalipto, pino, uva ursina, rosa canina, barbe di granoturco, parietaria, tarassaco e radici di gramigna.
Fra i trattamenti eubiotici sono indicati:
Ascorbato di potassio e propoli in estratto acquoso e alcolico (per os), per attuare un trattamento batteriostatico e battericida nei confronti dei germi patogeni, presenti non solo nella vescica ma anche nell'apparato digerente; Zolfo fiore o colloidale per le sue proprietà antisettiche (per os);
Oligoelementi, in acqua dinamizzata, con azione attivatrice e catalizzatrice dei processi enzimatici (per os);

Magnesio clorldrossido secco (20 g. in 1 litro di acqua oligominerale) per la sua attività antinfiammatoria generale.

Argilla verde (per os, in acqua), per le sue proprietà assorbenti di sostanze tossiche intestinali e in particolare di prodotti abnormi di fermentazione.