Riflessioni /Santi e Beati

Davide Okelo e Gildo Irwa

Il 20 ottobre 2003, Giornata Mondiale delle Missioni, il Papa ha proclamato 6 nuovi Beati nella Chiesa, fra i quali Davide Okelo e Gildo Irwa, due giovani catechisti laici dell
Davide Okelo nacque nel 1902 a Ogom-Payira da genitori pagani, e Gildo Irwa nacque nel 1906 a Bar-Kitoba, anche lui da genitori pagani, ed entrambi più tardi si convertirono al cristianesimo.
I missionari Comboniani arrivarono in quelle regioni l?11 febbraio 1915. Ben presto Davide e Gildo fecero amicizia con loro, ed iniziarono a ricevere l?istruzione cristiana a cui si applicarono diligentemente e con forte determinazione, tanto che il 6 giugno 1916 (all?età di 14 e 10 anni rispettivamente), poterono ricevere il Battesimo e la Comunione, e il 15 ottobre la Cresima. Continuarono la preparazione del catecumenato preparandosi ad essere catechisti e guide di nuovi catecumeni. Entrambi mostrarono subito una grande disposizione a vivere qualsiasi sacrificio nella loro attività di catechisti, al punto che Davide abbandonò completamente l?idea di sposarsi per rimanere libero per questa missione, e Gildo, dopo aver ricevuto il Battesimo, lasciò il suo villaggio per aiutare i catechisti della missione e per un anno intero non tornò a casa sua.
Nel 1917, ad un anno di distanza dall?aver ricevuto i Sacramenti dell?iniziazione cristiana, dato che era morto Antonio, il catechista di Paimol, Davide si presentò a P. Cesare Gambaretto, Superiore della missione di Kitgum, offrendosi di occupare il suo posto.
P. Cesare li informò delle difficoltà del loro lavoro, come per esempio il lungo viaggio che avrebbero dovuto fare (il villaggio distava 80 km da Kitgum) e come le lotte che sporadicamente scoppiavano fra gli abitanti del luogo, fomentate da bande di briganti e commercianti di schiavi e di avorio. Chiese loro: ?E se vi minacciano?? ?Andremo in Paradiso - rispose Davide - Antonio è lì, vero? Non ho paura di morire.
Anche Gesù è morto per noi?. E Gildo a sua volta rispose: ?Padre, non abbiamo paura, Gesù e Maria sono con noi?. Sorpreso dallo zelo dei due ragazzi, P. Gambaretto entrò in silenzio nella sua stanza e ritornò con un catechismo e un rosario per ciascuno. In ginocchio Davide e Gildo ricevettero gli strumenti del loro apostolato e recitarono insieme un?Ave Maria, poi il Padre li benedisse e li mandò a Paimol.
Immediatamente iniziarono a lavorare. Tutti i giorni all?alba suonavano il tamburo per chiamare i catecumeni alle preghiere del mattino e al Rosario. Insegnavano loro le preghiere e il catechismo. Durante il giorno facevano delle visite ai villaggi vicini, da cui provenivano alcuni catecumeni, lavoravano nei campi e si occupavano degli animali per guadagnarsi il sostentamento giornaliero. Al tramonto si riunivano di nuovo al tocco del tamburo per riprendere l?insegnamento del catechismo e delle preghiere, che si concludeva con la recita del Rosario. Nel periodo in cui vissero a Paimol, i ragazzi andavano volontariamente da loro, ed essi erano sempre contenti di riceverli. Tutta la gente del villaggio, senza eccezioni, li amava per il bene che facevano. Erano totalmente dediti al loro dovere, ma la situazione si faceva sempre più difficile. La siccità aveva portato la fame a Paimol. Lakidi, il capo di Paimol, era stato arrestato, processato e messo in prigione a Kitgum con la falsa accusa di traffico illegale di armi. Gli Audi, ribelli locali, e gli Aba, mercanti d?avorio e di schiavi, non sopportavano l?impegno dei catechisti, poiché con i loro insegnamenti erano un disturbo per i loro sporchi affari e per la loro condotta immorale che contribuiva alla diffusione di malattie veneree.
Mancando il capo della comunità, gli stregoni Ajawakki e gli Aba (musulmani) approfittarono dell?occasione per accusare la religione di Davide e Gildo di tutti i mali: fame, peste, oppressione da parte degli stranieri. Il passo dall?odio all?eliminazione dei suoi rappresentanti, tanto più indifesi come erano i catechisti, fu breve. Il piano venne preparato durante il fine settimana dal 18 al 20 ottobre del 1918. Il piano venne preparato durante il fine settimana dal 18 al 20 ottobre del 1918. Prima dell?alba, cinque persone si diressero alla capanna in cui si trovavano, con l?obiettivo di ucciderli. Uno degli anziani del villaggio intercedette inutilmente per loro. Gli assalitori entrarono nella capanna di Davide e insistettero affinché smettesse di fare catechesi. Tutto inutile. Vedendo che non cedeva, lo trascinarono fuori dalla capanna e lo uccisero trafiggendolo con una lancia. Gildo, che pure era stato ?invitato? ad abbandonare quel luogo e il lavoro di catechista, uscì immediatamente dalla capanna e disse agli aggressori piangendo: ?Se avete ucciso Davide perché insegnava la nuova religione, dovete uccidere anche me, perché siamo venuti insieme ed insieme insegnavamo la Parola di Dio?. Non appena pronunciate queste parole, una mano lo afferrò e lo tirò fuori dalla capanna, e anche lui venne trafitto da una lancia e finito di uccidere con un coltello.
La loro morte è per tutti un esempio di fede e di coerenza. Sorprende la fermezza che dimostrarono, pur così giovani e con tanto poco tempo di vita cristiana alle spalle. er loro seguire Cristo non era qualcosa che potevano scegliere oggi ed abbandonare domani. E ne diedero buona prova versando il loro sangue piuttosto che voltare le spalle a Gesù. Sono inoltre un esempio di zelo apostolico: non appena videro una necessità, non tardarono ad offrirsi volontari per coprire quel posto, pur sapendo che ci sarebbero state tante difficoltà.
Avevano fretta di trasmettere il grande dono della Fede che essi stessi avevano ricevuto. Sono quindi un esempio per tutta la Chiesa, non solo per l?Uganda.
La loro vita parla a giovani ed adulti, a bambini ed anziani, a tutta l?umanità. Parlano di coerenza, di fedeltà, di eroicità. Parlano di perdono e di riconciliazione.
Per tutto ciò sono ricordati ed invocati come veri testimoni di sangue di Cristo.