Riflessioni /Santi e Beati

Laszlo Batthyány-Strattman

Laszlo (Ladislao) Batthyány-Strattman nacque il 28 ottobre 1870 a Dunakiliti (Ungheria), sesto figlio di una famiglia di antica nobiltà ungara. Quando Ladislao aveva appena dodici anni, perse sua madre. Questa perdita lasciò una profonda ferita nella sua anima. Da allora, frequentemente diceva: "Quando sarò grande, sarò medico e curerò gratuitamente i malati poveri". Per volontà di suo padre, che lo voleva buon amministratore del patrimonio familiare, si iscrisse alla Facoltà di Scienze Agrarie a Vienna. Studiò anche chimica, filosofia, lettere e musica. Nell'anno 1896 iniziò gli studi di medicina terminandoli nel 1900. Ancora studente, il 10 novembre 1898, si sposò con la contessa M. Teresa Coreth. Nel 1902 fondò un ospedale privato a Kittsee, dove lavorava come medico, all'inizio come medico generico, più tardi come chirurgo, specializzato in oculistica. Dopo la morte di suo zio Ödön Batthyány-Strattman, ereditò il castello di Körmend, in Ungheria, e il titolo di Principe. Nel 1920 tutta la famiglia si trasferì a Körmend, e Laszlo adibì una parte del castello ad ospedale. Non era normale a quell?epoca che un principe lavorasse, e ancor meno che curasse i poveri con le proprie mani, però Laszlo voleva essere medico dei poveri. Essi non arrivavano solo da Körmend, ma da molte altre regioni per chiedergli aiuto ed anche consiglio. Egli li curava gratuitamente. Come "prezzo" per il suo trattamento e per le cure all'ospedale chiedeva che pregassero un Padre Nostro per lui.
Nel 1902 fondò un ospedale privato a Kittsee, dove lavorava come medico, all'inizio come medico generico, più tardi come chirurgo, specializzato in oculistica. Dopo la morte di suo zio Ödön Batthyány-Strattman, ereditò il castello di Körmend, in Ungheria, e il titolo di Principe. Nel 1920 tutta la famiglia si trasferì a Körmend, e Laszlo adibì una parte del castello ad ospedale. Non era normale a quell?epoca che un principe lavorasse, e ancor meno che curasse i poveri con le proprie mani, però Laszlo voleva essere medico dei poveri. Essi non arrivavano solo da Körmend, ma da molte altre regioni per chiedergli aiuto ed anche consiglio. Egli li curava gratuitamente. Come "prezzo" per il suo trattamento e per le cure all'ospedale chiedeva che pregassero un Padre Nostro per lui. Pagava di persona persino le ricette della farmacia, e aiutava i malati economicamente, con notevoli esborsi di denaro, ben sapendo che per queste famiglie povere la malattia comportava anche la rovina totale, specialmente se il malato era il capofamiglia.
Oltre alla salute fisica, Laszlo si preoccupava anche del bene spirituale de suoi pazienti. Prima dell'operazione chiedeva, insieme ai malati, la benedizione del Signore. Era convinto che, come medico, dirigeva solo l'operazione, la guarigione la considerava un dono di Dio. Si sentiva uno strumento nelle mani di Dio. Curava inoltre la crescita spirituale della sua famiglia, che al completo partecipava giornalmente alla S. Messa. Dopo di essa dava ai suoi figli una breve istruzione cristiana e un proposito concreto da sviluppare durante il giorno. Ogni sera recitavano insieme il Rosario e poi commentavano i fatti della giornata trascorsa, e anche come era stato realizzato il proposito fatto al mattino.