Riflessioni /Santi e Beati

Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini

Luigi Beltrame Quattrocchi (1880-1951) e Maria Corsini (1884-1965) sono una coppia che ha saputo rendere straordinaria la loro ordinaria vita di sposati grazie all?amore. Sono rimasti sposati per cinquant?anni e hanno avuto quattro figli, tre dei quali ancora viventi, che hanno potuto presenziare alla beatificazione dei loro genitori nella cerimonia celebrata nella Basilica di San Pietro il 21 ottobre 2001. Luigi Beltrame fu un brillante avvocato con una carriera che culminò quando venne nominato Vice Avvocato Generale dello Stato Italiano. Fu amico personale di molti politici che dopo la seconda guerra mondiale diedero impulso alla rinascita dell?Italia, come Alcide De Gasperi e Luigi Gedda. Maria Corsini era professoressa e scrittrice di temi d?educazione, impegnata in varie associazioni, tra cui l?Azione Cattolica Femminile. La loro vita autenticamente cristiana si manifestò in particolare quando Maria stava aspettando Enrichetta, l?ultima figlia. Presentava sintomi tanto preoccupanti e con così poche possibilità di sopravvivenza per la madre, che un famoso ginecologo di Roma consigliò senza reticenze l?aborto: ma Luigi e Maria, senza pensarci su due volte, rifiutarono la proposta. Era una famiglia borghese, che seppe aprirsi ai bisogni di tutti. Per esempio, durante la Seconda Guerra mondiale, il loro appartamento di Roma diventò un centro d?accoglienza e di alloggio per rifugiati.
Il Papa, nell'omelia per la loro beatificazione, ha affermato che essi vissero "una vita ordinaria in modo straordinario". "Fra le gioie e le preoccupazioni di una famiglia normale, seppero vivere un'esistenza straordinariamente ricca di spiritualità. Al centro c?era l?Eucaristia quotidiana, cui si aggiungeva la devozione filiale alla Vergine Maria, invocata con il Rosario recitato tutte le sere, e il riferimento a saggi consigli spirituali?? ?Questi sposi vissero alla luce del Vangelo e con grande intensità umana l?amore coniugale e il servizio alla vita. Assunsero con piena responsabilità il compitodi collaborare con Dio nella procreazione, dedicandosi generosamente ai figli per educa rli, guidarli, orientarli, nella scoperta del Suo disegno d?Amore?. Alla fine della celebrazione, il Papa ha condannato con parole durissime la violenza e ha presentato la famiglia come segno di speranza in questo mondo attanagliato dalla paura di attentati. ?La famiglia - ha detto - annuncia il Vangelo della speranza con la sua stessa costituzione, poiché si fonda sulla reciproca fiducia e sulla fede nella Provvidenza. La famiglia annuncia la speranza, poiché è il luogo in cui sgorga e cresce la vita, nell?esercizio generoso e responsabile della paternità e maternità?. ?Un?autentica famiglia, fondata sul matrimonio, è in se stessa una ?buona notizia? per il mondo?. Il giorno precedente il Papa aveva ricordato che la famiglia non può essere paragonata a nessun altro tipo di convivenza.
Testimonianza del figlio Cesare, oggi P. Paolino, di 92 anni Anche se non avevo mai immaginato che un giorno sarebbero stati proclamati Santi dalla Chiesa, posso affermare sinceramente che ho sempre percepito la straordinaria spiritualità dei miei genitori. In casa si è respirato sempre un clima soprannaturale, sereno, gioioso, non bigotto. Indipendentemente da quale questione dovevamo affrontare, la risolvevamo sempre dicendo che bisognava farlo ?dalle tegole in su?. Tra papà e mamma ci fu una specie di gara nella crescita spirituale. Mamma iniziò dalla linea di partenza, poiché viveva già un?intensa esperienza di fede, mentre papà era certamente un buon uomo, retto e onesto, però non molto praticante. Grazie alla vita matrimoniale, con l?aiuto decisivo del suo direttore
spirituale, anche lui iniziò a correre ed entrambi raggiunsero elevate mete di spiritualità. Per fare un esempio: mamma raccontava che, quando cominciarono a partecipare quotidianaallora iniziasse la giornata. Dalle numerose lettere che si scrissero, che abbiamo potuto trovare ed ordinare, emerge tutta l?intensità del loro amore. Per esempio, quando mio padre andava in viaggio in Sicilia, era sufficiente che arrivasse a Napoli perché mandasse un messaggio, in cui diceva alla moglie quanto le voleva bene.
Questo amore veniva trasmesso sia all?interno della famiglia (durante i primi anni di matrimonio vivevano nel nostro appartamento anche i genitori di entrambi e i nonni della mamma) sia all?esterno, con l?accoglienza di amici di ogni tipo di idee, e aiutando chi si trovava nel bisogno. L?educazione, che portò tre di noi alla consacrazione, era il ?pane quotidiano?. Conservo ancora una ?Imitazione di Cristo? regalatami da mia madre quando avevo dieci anni. La dedica continua a produrre in ma brividi: ?Ricordati che si segue Cristo, se è necessario, fino alla morte?.